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日志


11月30日

Orme nella spiaggia

Legato al periodo dell'Università c'è questo racconto che in alcuni momenti mi è stato utile e mi ha dato forza.

 

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.


Così sono andato avanti,
finchè‚ tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore...


Ho domandato allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché‚ mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?".


Ed il Signore mi ha risposto:
"Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te
durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato...
I giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio"
.
 


 

Commenti dalla rete

 

" Per molto tempo si è pensato che questa poesia, che circolava sotto il titolo Ho fatto un sogno fosse stata composta da un anonimo brasiliano. E ora Orme nella sabbia, di Margaret Fishback Powers, è diventato un libro, pubblicato nella collana Riflessi delle Edizioni Messaggero Padova, che narra la storia di questi versi attraverso i tanti drammi e le numerose crisi della vita dell'autrice e della sua famiglia. Margaret Fishback Powers racconta come abbia scritto di getto Orme nella sabbia, in occasione di una passeggiata in riva al mare, e come per magia sia andata intessendosi con altre vite, con altre passeggiate, con altri drammi e con altre infinite gioie in tutto il mondo. Dettate dal cuore in un momento di grande
felicità, queste poche righe hanno saputo sostenerla anche nei peggiori momenti di sconforto, perché sempre animate dalla gioia di ritrovarsi nel Signore, nella certezza che in ogni difficoltà Dio ti sostiene e ti accompagna. Un libro nel quale chiunque si può rispecchiare e trovare incoraggiamento, confortato dalle testimonianze di quanti, in queste righe, hanno trovato anche nei momenti di oscurità la forza di andare avanti. Margaret Fishback Powers vive attualmente a Coquitlam, British Columbia (Canada). Assieme al marito Paul, per più di venticinque anni ha vissuto in giro per il mondo impegnandosi attivamente a favore dell'infanzia e dei bambini in genere.

(lunedì 7 febbraio 2005)


www.edizionimessaggero.it

Bambola di sale

Ognuno di noi si rispecchia in un racconto, in una poesia, in un testo di una canzone.....leggendo queste righe vi immedesimate nella " bambola" o nel "mare" ?

foto intervento

Su una remota montagna abitava una  bambola di sale. Trascorreva le sue giornate tra cieli trasparenti e distese verdi, tra fiori di tutti i colori e perle di rugiada. Da un vecchio saggio che percorreva i sentieri del bosco sentì parlare per la prima volta del mare.

Incuriosita e affascinata decise di andarlo a cercare.
Dopo un' interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati finalmente giunse in riva al mare. Rimase lì a guardare, per ore, solidamente piantata al suolo e con  la bocca aperta, quella  meravigliosa e immensa distesa d'acqua in movimento, ascoltando ammaliata il gorgoglio spumeggiante delle onde.

 

Poi, quasi sussurrando, chiese al mare:"Chi sei?"

"Sono io"rispose il mare con voce misteriosa.

"Non capisco" disse la bambola " come posso conoscerti e comprendere?"

"E semplice" rispose il mare "entra e lo saprai".

Il mare era così azzurro, così invitante ed imponente.....la bambola  si avvicinò e......

dopo parecchie esitazioni, lentamente,  entrò in acqua.

Subito, un'onda tiepida e luminosa  l'avvolse.  Avvertendo  una strana  e nuova sensazione   ritrasse la gamba.

Un velo di malinconia comparve sul suo volto nel momento in cui  vide che le dita dei suoi piedi erano sparite.

" Che cosa mi hai fatto ?" urlo la bambola "Dove sono finite le mie dita ?"
Imperturbabile il mare replicò:
"Perché ti lamenti ? Hai semplicemente
offerto qualche cosa per poter capire. Non
era quello che chiedevi ?"
La bambola era addolorata per la perdita dei suoi piedini, ma era anche affascinata  da quel flusso inarrestabile di nuove emozioni e da  quell' insolito  inizio di comprensione che stava vivendo. Guidata da un irresistibile impulso, avanzò nell'acqua. E questa l'avvolse in un caldo e doloroso abbraccio. La bambola emise un gemito struggente che di lì a poco tradusse in un enfasi di calma...

Si abbandonò  alle onde  e perdendo   se stessa...comprese.

Un' ultima ondata inghiottì ciò che restava della bambola.
E proprio nell' istante in cui scompariva

parlò il mare con la voce della bambola o la bambola con la voce del mare e disse:

"Io sono".

 

 

(dalla rete)