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    December 13

    Chi muore (Ode alla vita)

     

    Pablo Neruda

    Pseudonimo di Ricardo Neftalí Reyes Basoalto nato a Parral in Cile nel 1904, sicuramente una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza. La sua prima raccolta è del 1923 e s'intitola Crepuscolario. Nel 1924 vengono pubblicate le Venti poesie d'amore e una canzone disperata, con le quali Neruda viene riconosciuto come il più famoso giovane poeta dell'America latina. Del 1933 è la raccolta Residenza sulla terra, dove vengono raffigurate immagini disperate di un mondo distrutto dal progresso.

    Trascorre un periodo in Spagna all'epoca della guerra civile, dopodiché ritorna in Cile; si iscrive al Partito comunista e viene eletto senatore. Nel 1948, a seguito di un processo politico intentatogli dal presidente del Consiglio Gonzales Videla, è costretto all'esilio. In questi anni difficili scrive Canto generale (1950), dove celebra la storia e la natura dell'America. Vive in Italia tra il 1951 e il 1952, e qui compone I versi del capitano e Le uve e il vento. Nel 1952 torna in Cile e scrive le Odi elementari. Sostiene l'elezione di Salvador Allende e ottiene la carica di ambasciatore del Cile in Francia. Torna in patria nel 1972, dopo aver ricevuto, nel 1971, il premio Nobel per la letteratura e il premio Lenin per la pace, muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet, che segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.

     

    Chi muore (Ode alla vita)

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia, chi non rischia
    e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
    il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore 
    davanti all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, 
    chi è infelice sul lavoro,

    chi non rischia la certezza per l'incertezza,
    per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, 
    chi non ascolta musica,

    chi non trova la grazia in se stesso.
    Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, 
    chi non si lascia aiutare.
    Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi 
    della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto 
    prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .

    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivi
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore 
    del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l'ardente pazienza porterà 
    al raggiungimento di una splendida felicità.