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1月27日 ORE 9,00 PROGETTO "IL GIORNO DELLA MEMORIA"Questa mattina a scuola si è svolta la Giornata della Memoria.
E mentre le terze erano a visitare un campo di concentramento in provincia di CS,
le classi rimaste in Istituto svolgevano diverse attività.
La mia era impegnata nella visione di un film che tratta il tema dell'Olocausto
La trama. Siamo nella Germania del 1944, nel campo di concentramento di Teufelwald; fuori dal campo, la guerra continua mentre il comandante August e la moglie Franziska, ignari che ormai si stia inevitabilmente andando verso la disfatta nazista, vivono con noia la loro condizione, in fondo anch’essi “reclusi” nel lager che comandano. Lui vede il ruolo di comandante del campo di concentramento come un freno alle sue ambizioni di carriera, lei è sciocca al punto da non capire neanche dove si trovi (crede di trovarsi in una fabbrica, e non in un campo di sterminio) e non fa altro che rimpiangere i salotti della Berlino bene. Questa situazione non può che creare tensione tra i due, prendendo a pretesto un motivo qualsiasi: un’aria musicale gradita a lui ma non a lei, la presenza di troppe, a giudizio della moglie, serve polacche, e così via. Per tentare di porre rimedio almeno a quest’ultimo punto, August prende come servo Miklos, un ebreo-ungherese che si rivela ben presto fine conoscitore di tutte le arti. Nella “noia” dei due coniugi si apre quindi uno spiraglio di “novità”: il servo intrattiene la moglie del comandante discettando di letteratura, musica, poesia, pittura, e cercando di riuscire nell’improbo compito di scalfire l’animo coriaceo della bella ma stolida donna ammaliandola con la delicatezza dell’arte. Franziska, in un ulteriore tentativo di sfuggire alla noia, decide di farsi ritrarre da 7 pittori, mentre il comandante organizza una piccola orchestra per suonare le amate musiche. A tutti i protagonisti (fuorché alla donna) è evidente che questa nuova condizione è la sola speranza che i deportati hanno per evitare i forni crematori. Quando August verrà trasferito a nuovi incarichi, nella coppia è lui il solo a rendersi conto che nelle mani del nuovo comandante del campo, il crudele tenente Tross, la speranza che aveva tenuto in vita gli “artisti” era venuta inevitabilmente meno. La moglie, oltremodo odiosa nella propria noncuranza, non si porrà neanche il problema di quanto da lì a poco andrà fatalmente a capitare ai detenuti, ed è solo felice per il ritorno alla vita mondana.
È molto interessante l’idea di presentare l’Olocausto da un punto di vista “diverso”, e cioè dal punto di vista dei “cattivi”, che svolgono, a volte anche un po’ annoiati, il loro compito di aguzzini e che vivono nella più completa noncuranza il dramma di un popolo che cerca di sopravvivere all’annientamento. E questa pulsione alla sopravvivenza porta, attraverso l’arte, a nutrire un minimo di speranza nella salvezza. Anche se il tentativo fallisce, anche se la Storia, quella con la “s” maiuscola, si dimostra troppo grande per poter essere fermata o, quantomeno, modificata da un singolo uomo, o da pochi uomini, le settimane ed i mesi vissuti dai deportati in questa loro nuova condizione, non di condannati a morte, ma, almeno per un ultimo periodo della loro vita, nuovamente nel dignitoso ruolo di artisti, dà un senso differente al tempo che rimane loro da vivere. In tal modo, non sono costretti a vivere costantemente nell’angoscia mortificante che il giorno dopo possa “toccare a loro”. Il ritorno alla vecchia condizione rappresenta però per loro l’ennesima disillusione dopo l’illusione della salvezza. I prigionieri acquistano la sensazione di poter essere artefici del proprio destino, e rendersi conto della sconfortante verità, e cioè di essere sempre e comunque soltanto dei burattini nelle mani dei loro carcerieri, che possono usarli come meglio credono, per il proprio diletto, e disfarsene quando non servono più, li rigetta nello sconforto della triste, tristissima realtà che avevano lasciato per un brandello di speranza.
(Trama e commento sono presi da una recensione presente in rete)
La classe ha seguito con attenzione il film.
Alla fine della proiezione sono stati invitati a scrivere le loro reazioni.
E' importante parlare di queste cose ai ragazzi.
Questo film a me è piaciuto perchè ha fornito una chiave di lettura differente dei "cattivi".
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